Visualizzazione post con etichetta riedizioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riedizioni. Mostra tutti i post

giovedì 28 ottobre 2010

Le riedizioni che vorrei

L'articolo sulla Melkus mi ha fatto venire un'idea. Spesso capita di voltarsi indietro (metaforicamente) e rendersi conto che alcune idee geniali sono state inspiegabilmente accantonate dalle case produttrici. O per meglio dire, sono state accantonate perchè troppo ardite per la massa e quindi con poco successo, o perchè presso il volubile popolo degli automobilisti sono semplicemente passate di moda.
Tuttavia devo fare una precisazione: una riedizione per me è un modello che riprende la filosofia e l'impostazione tecnica di uno precedente, portandola avanti e aggiornandola. Il New Beetle, la Mini e la 500 non sono riedizioni, sono solo operazioni di marketing. Anzi, forse la 500 no, ma solo adesso che c'è di nuovo il bicilindrico, anche se nel posto sbagliato.
Ecco alcuni modelli che vorrei rivedere in produzione - ovviamente aggiornati - e che purtroppo resteranno solo nel miei sogni.

Fiat X1/9



Anni prima che la Lotus Elise diventasse l'icona che è la Fiat presentò questa piccola e agguerrita roadster che spopolò nei rally nostrani. La ricetta per fare auto stupende da guidare in fondo è semplice: poco peso, motore centrale, potenza quanto basta. Marchionne, che aspetti a rifarla?

Ferrari Mondial Cabrio



Chi mi conosce sa che non sono un grande amante delle Ferrari. Non fraintendetemi, sono auto straordinarie che tutto il mondo ci invidia, ma il loro essere spudoratamente nazionalpopolari me le rende intrinsecamente antipatiche. Per capirci: l'italiano medio vede una Mc Laren F1 e dice "sì bella, certo però che la ferrari...". Questo non è patriottismo, è ottusità. 
Ad ogni modo ce n'è una che fa eccezione: la Mondial Cabrio. Incompresa proprio perchè unica ed originale, la Mondial è tutt'ora l'unica cabrio a 4 posti e motore centrale mai prodotta. E se non è piaciuta beh, chi se ne frega? Se la rifacessero e avessi abbastanza grana (soldi, non formaggio) la comprerei di corsa.

Citroen Mehari



Come prima auto è inutilizzabile, ok. Ma chi non ha mai sognato di andare al mare con una di queste alzi la mano. In alternativa con molto spirito d'avventura si potrebbe usare per fare il giro del mondo: il suo essere lenta, scomoda e rumorosa renderebbe le cose più interessanti. Ad ogni modo sarebbe bella una riedizione, magari con la carrozzeria in lamiera e non in plastica - e magari con un piccolo motore diesel con appena una manciata di cavalli -, ma sempre con la capote in tela e pochi fronzoli, per gustarsi il panorama in tranquillità col vento tra i capelli.

Melkus Rs 1000



La sportiva sovietica è un'auto che adoro a cui ho dedicato un articolo da poco. Ma, direte, di questa una riedizione c'è. E io rispondo che non è vero, c'è un'auto che costa un putiferio e che porta lo stesso nome ma che non ha niente a che vedere con la Melkus originale. Io la vorrei più leggera, con un motore piccolo e che gira in alto, possibilmente a due tempi come il vecchio, o al massimo un rotativo come quello della Rx-8. E che non costasse come una 911, possibilmente.

mercoledì 27 ottobre 2010

C'era una volta la Melkus


Molto probabilmente non avete mai sentito parlare della Melkus, e sinceramente fino a qualche tempo fa nemmeno io sapevo nulla circa questa strana auto.
Presentata nel 1969, la Melkus Rs 1000, con una linea a metà tra una Ferrari Dino e una Lambo Miura in scala ridotta, era quanto di meglio si poteva desiderare rimanendo all'interno dei confini dell'unione sovietica. Sì, non ci voleva tanto, è vero. 
Ad ogni modo: leggera come una piuma e piuttosto piccola la Rs 1000 in realtà si avvicinava - come filosofia costruttiva - più ad una Lotus che ad una Ferrari o ad una Lamborghini. Sviluppata a Dresda dal pilota della DDR Heinz Melkus, la Rs 1000 montava un motore proveniente da un'auto tutt'altro che sportiva. Questa:


La Wartburg 353, equipaggiata con un motore tricilindrico a due tempi da un po' meno di 1000cc. La 353 è ritenuta la sorella maggiore della più famosa Trabant, di cui non è rimasta traccia nell'immaginario collettivo a causa della sua linea decisamente poco simpatica. Ad ogni modo, Heinz Melkus prese il motore dell'oscena berlina qui sopra, lo elaborò fino alla stratosferica potenza di 70cavalli (88 nella versione successiva) e lo infilò in un telaio tubolare, comprensivo di roll-bar e coperto da una carrozzeria in vetroresina. La configurazione era quella classica delle sportive purosangue: motore centrare longitudinale e trazione posteriore. Zero-cento in dodici secondi e 165 km/h di velocità massima sono numeri che fanno sorridere, ma grazie alla corretta distribuzione dei pesi e al fatto che i chili erano piuttosto pochi, l'auto era divertente da guidare e decisamente agguerrita tra le curve se si riusciva a tenere il motore su di giri.
Girando per la rete ho trovato un video, purtoppo in tedesco, in cui però si sente ben chiaro il sound del motore. Il che è sconvolgente perchè assomiglia a quello del Cagiva Mito che tutti desideravamo da ragazzi.


Ad ogni modo, qualche tempo fa la Melkus è risorta in una nuova veste, decisamente più moderna e meno affascinante. La nuova Rs 2000 monta un motore di origine Toyota da 1800 cc e 270 cavalli che la spinge fino a 260km/h e le permette di raggiungere i 100 all'ora in 4.9 secondi. Sì, è veloce e moderna, ma con 117000euro è anche bestialmente cara per quello che offre...e non è nemmeno tanto bella, lato b a parte.



Tuttavia, l'idea di una sportiva ultraleggera, schiacciata a terra e con un motore piccolo e assetato di giri continua ad intrigarmi. Per fortuna che ci pensano gli inglesi con le loro Lotus, Caterham e Brooke a portare avanti questa filosofia.